Quando andavo a ripetizioni da Fata Smemorina, a cavallo dei mesi di aprile e maggio era il delirio.
Insomma, fra la notte di Valpurga, Beltane e Calendimaggio la confusione era indicibile perché, smemorina qual'era, non ricordava mai in che ordine queste tre feste si sovrapponessero o in che modo andassero a srotolarsi sul calendario magico di ogni buona fata.
Non c'é da stupirsi, d'altra parte era pur sempre Fata Smemorina; poi, bisogna ammetterlo, sulla questione regnava una certa confusione in tutto il magico reame.
Gli unici a sembrare piuttosto ferrati sull'argomento erano il Mago Zurlì e la Fata Turchina, ed io, essendo più in confidenza con quest'ultima, mi rivolsi a lei per chiedere precisazioni in merito. Vi racconterò come andò l'incontro.
Parlando dei miei dubbi alla Fata, Turchina mi guardò sgomenta trattenendo a stento una risata.
-Ma caro-, disse, -è ovvio che Beltane e Calendimaggio si festeggiano il 1° dì di maggio! Solo un mal colto farebbe confusione su questo punto!-.
Capirete bene quanto fossi imbarazzato e, facendo finta di non far parte della categoria dei "mal colti", annuii convinto.
-Ah! Oidhche Bhealtaine, ricordo ancora quando ricevevo l'invito ufficiale per recarmi a Uisneach…bei tempi…-, proseguì trasognata.
-Spesso ero nell'imbarazzo di dover scegliere fra Irlanda e Roma…perché anche a Roma mica scherzavano quanto a feste, sai?-
-Ehm, beh, posso immaginare-, risposi io, -ma non ho mai avuto il piacere…-.
-Non devi però credere che per il solo fatto che si festeggiasse nello stesso giorno si trattasse della medesima festa-, proseguì Fata Turchina.
-Cerca di immaginare la differenza, fosse anche solo di temperatura. In Irlanda la primavera arriva più lentamente che a Roma. Devi pensare che anche se l'equinozio era già stato festeggiato, al Nord la primavera arrivava proprio a Beltane e in quella data ci si ingraziava la nuova stagione. In italia, invece, la primavera era già ben sbocciata. Per farla breve, il "senso" di Beltane è pressapoco lo stesso dell'equinozio di primavera per l'area mediterranea…perché lo sai, vero, che gli equinozi non sono feste Celtiche…-.
-Come come?-, chiesi incuriosito.
-Ma giovane maghetto, che credi? Che la magia sia tutto simboli e non c'entri un fico secco con la vita comune?-, rispose ridendo Turchina, E ti dirò di più! Nell'area Celtica, il simbolismo di Belatane era centrato sulle pratiche dell'allevamento e della pastorizia…perché, diciamocelo, quanto a coltivare i Celti non erano un granché…all'opposto, a Roma, Calendimaggio era legato alle simbologie agricole, insomma, in Irlanda ci si propiziava la fertilità delle giumente mentre a Roma ci si propiziava un raccolto abbondante. Capirai bene che c'era una gran bella differenza!-
Non poco stupito chiesi a Fata Turchina di proseguire nel suo discorso.
-In pratica, festeggiare i simboli di Beltane a Parma sarebbe un po' come festeggiare l'arrivo dei monsoni in Lapponia! Non fa un po' ridere?-, disse la Fata sghignazzando.
-Eppure, nella differenza, le similitudini sono inequivocabili: la fertilità ha a che fare con l'unione della femmina al maschio. Pensa al "Palo di Calendimaggio" è un'usanza che nei simboli accumunava tutta Europa…ok, ok, c'era chi al posto di un palo usava rami, chi intrecciava corde o faceva nodi…ma il significato era lo stesso: legare in una sola cosa due principi complementari-.
-Ho capito-, risposi un poco stordito dalla mole di questioni che mi aveva sparato dritto in testa, -ma allora la notte di Valpurga che c'entra?-
-La questione di Valpurga è una triste storia, si tratta di uno di quei brutti pasticci medievali. Si tratta del corrispettivo germanico di Beltane e Calendimaggio, feste con cui ha in comune il senso propiziatorio del rinnovarsi della natura portato dalla primavera…ed era festeggiata nella notte del 30 Aprile. Poi, quando nelle feste della terra, della luna e del sole ci ficcarono il naso i religiosi, la propaganda e la politica, Valpurga divenne pericolosissima: diavoli e streghe erano in agguato!-
-Ironia della sorte, chi voleva portar lontano dai contadini le antiche credenze, ottenne semplicemente una mera sostituzione di nomi e di immagini….perché nelle campagne continuarono ad accendere fuochi-, disse la Fata incupendosi, -peccato solo che non lo fecero più con il sorriso sulle labbra…ora, avevano paura. Qualcuno volle che così fosse, perché ricorda, un uomo spaventato è la bestia da soma più docile del mondo-. Aggiunse la Fata dopo un breve istante di silenzio.
-Comunque, caro maghetto, fossi in te festeggerei in due occasioni-, proseguì Turchina, -la notte di Valpurga, per dichiarare alla Luna e alla Terra che resti loro fedele e che non hai paura, è una notte di grande magia e di ancor maggior forza se al tuo fianco avrai la tua compagna; il giorno di Calendimaggio, perché è quello il giorno indicato dalla Tradizione e perché la primavera si saluta alla luce del giorno-, concluse Fata Turchina.
Così, preso commiato, ringraziando me ne andai ripensando alle sue parole.
Questo racconto non è mio eh :P ma è del già amico Ariesignis (chissà che fine ha fatto, ciao), che ho trovato però cercando ora in google.